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I fratelli Geppetto: Treno e Luchetto Al secolo sono Moreno e Luca Giovannetti, rispettivamente di 31 e 32 anni, falegnami di professione e calciatori per hobby: per diversi anni erano l’inossidabile coppia di difensori centrali della compagine alferese, autentico incubo degli attaccanti delle squadre romagnole. Oggi si dedicano al lavoro svolto nel mobilificio di famiglia, ma una volta il campo sportivo era la loro seconda casa: ricordo che durante le gare, erano concentrati a tal punto che una volta all’inizio di una partita, Luca chiede a Treno: “Moreno, oggi le hai messe le fascette a quel mobile?”… Ma andiamo a conoscerli meglio: Hai nostalgia delle partite? Treno: Ovviamente si. Luca: Anche io. Cosa sentivi quando scendevi in campo? T: Sentivo molto la partita. L: Ero sempre emozionato, dalla prima all’ultima partita. Quale è stata la tua partita più bella? T: Una partita di coppa Italia giocata di sera sul campo di S. Egidio circa quattro o cinque anni fa. In generale comunque erano belle tutte quelle che vincevamo. L: L’ultimo campionato che abbiamo giocato nel ‘99, nella trasferta di Cella, ho fatto il libero e, visto che giocavamo in dieci, ho dovuto giocare molto alto: ricordo che gli avversari sono finiti in fuorigioco una ventina di volte. Alla fine però abbiamo perso lo stesso… E la più brutta? T: Qualche anno fa, alle Vigne in un campaccio incredibile abbiamo perso 3-2. Alla fine della partita Mirco ha chiuso l’arbitro nello spogliatoio e ha buttato via le chiavi. Ho recuperato le chiavi e ho aperto, senza che l’arbitro si accorgesse di niente. L: Non c’è una partita in particolare. Come era il rapporto con l’allenatore Bardeschi? T: Buono anche se ogni tanto mi sostituiva. L: Ottimo, anche perché ero sempre titolare. Dimmi un pregio e un difetto dell’allenatore. T: Ha il difetto di essere troppo sincero, ma ha anche il pregio di non saper dire bugie. L: Sa mantenere la calma in ogni momento; aveva il difetto di convocare anche i giocatori che non si allenavano. Cosa puoi dire degli arbitri del Centro Sportivo? T: Erano piuttosto superficiali nell’applicare il regolamento. L: Discreti, anche se a volte ci penalizzavano un po’. Chi è il giocatore dell’Alfero Calcio di quando giocavi, che ritieni più forte? T: Direi Mirko Mancini, era il più completo. L: Secondo me i più forti erano Mirko Mancini e Leonardo Stoppa. Racconta un episodio curioso che ricordi di quando giocavi. T: Quando entrava in campo Giovo era sempre un episodio curioso… L: In una partita giocata alle Vigne, ricordo che Tonino ne ha dette di tutti i colori all’arbitro, che alla fine lo ha espulso, ma ci ha fatto schiantare dal ridere. Con tuo fratello facevate coppia fissa in difesa: qual è suo un pregio e un suo difetto? T: Aveva il pregio di non lasciare mai l’avversario, lo seguiva anche negli spogliatoi. Però aveva il difetto di essere timoroso, soprattutto nei contrasti. L: Il suo punto debole era la sforbiciata: la provava sempre e non gli riusciva mai. Come pregio … perché, ha dei pregi? Non so se passeranno alla storia come Ferri-Bergomi, Baresi-Costacurta o Thuram-Cannavaro, ma nella formazione ideale della Polisportiva Alfero di tutti i tempi, avranno sempre un posto fisso. Denis Mosconi |
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D.M. |